
Da una storia di famiglia un'idea che guarda al futuro.
Era il 1963 quando Oscar Tintori, il fondatore dell'azienda di Pescia che tuttora ne porta il nome, decise di iniziare la conversione dell'attività di floricoltura in allevamento di agrumi ornamentali.
La passione per quella pianta e il modo di riprodurla, per margotta, davano tali risultati e soprattutto incontravano un successo così convincente che forse, si sarà detto, il rischio era da correre.
Eppure, a guardar bene, la Toscana ha sempre avuto un ruolo importante nell'arte delicata degli agrumi in vaso. Basti pensare alla tradizione delle ville rinascimentali. La Valdinievole in particolare, per la particolari condizioni pedoclimatiche che la caratterizzano, è sempre stata un territorio ideale per gli agrumi.
Tutto questo ha consentito la realizzazione di una storia di successo che ha
portato Tintori in tutta Europa, con una gamma di prodotti che adesso comprende
anche gli accessori per la perfetta cura della pianta oltre a derivati come marmellate
e miele, ovviamente di agrumi. Ma il gene dell'inventiva deve essere ben radicato
in questa famiglia, se arrivati ormai alla terza generazione, ed evidentemente
non senza soddisfazione, hanno deciso di proporre un progetto che certamente
segnerà un momento importante nel loro cammino.
In effetti visitando lo straordinario Giardino degli Agrumi, nel quale è possibile ammirare le oltre duecento varietà che la famiglia ha raccolto, è possibile avere un'idea concreta del concetto di Biodiversità che pare oggi fortemente minacciato.
Una straordinaria ricchezza di forme e colori caratterizza un percorso dove, tra un agrume del deserto australiano e una particolarissima varietà dai frutti a forma di mano, fanno bella mostra di sé le sculture lignee di quel Pinocchio che proprio a pochi passi da qui ha trovato i suoi natali. |
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